BEACH TENNIS

BEACH TENNIS

Che sport amici!!!!!!!!!!!!!

Storia.

Il dott. Giandomenico Bellettini, presidente della F.I.B.T. (Federazione Italiana Beach Tennis), nonché membro del Consiglio Direttivo della I.F.B.T. (International Federation Beach Tennis), è stato uno dei primi a credere nella possibilità di trasformare una moda estiva (nata come un gioco) in un vero e proprio sport, con un regolamento, manifestazioni ufficiali, gare nazionali e internazionali, corsi per istruttori, arbitri e giudici. E così, sotto il suo impulso (Bellettini è un esperto di “Diritto Sportivo”), in ogni regione e in ogni provincia si è creato un responsabile: in poche parole è nata una federazione che copre l’aspetto assicurativo e che mette a disposizione dei suoi associati una organizzazione! Nel contempo è nata una Federazione Mondiale (l’unica del settore) dove il dott. Bellettini è uno dei Soci Fondatori. Non si sa esattamente come è nato il beach tennis; sappiamo che alla fine degli anni ’70, in alcuni stabilimenti balneari della Romagna (nella provincia di Ravenna), si cominciava a giocare a “racchettone”, una evoluzione del tamburello da spiaggia, nel momento in cui nascevano i primi campi di beach volley.

Inizialmente si giocava con la rete alta da pallavolo, poi, dopo qualche anno, si è passati alla rete alta 1,70, per aumentare la spettacolarità. Dal racchettone al beach tennis il passo era davvero breve.

L’obiettivo primario della Federazione Internazionale è quello di far diventare il ”beach tennis” sport Olimpico!

 

 

Regole.

Si pratica su un campo in sabbia lungo 16 m e largo 8 m per il doppio, lungo 16 m e largo 4,5 m per il singolo. L’altezza dal suolo della rete divisoria è 1,70 m al centro.

La racchetta è lunga massimo 55 cm e il suo piatto è largo massimo 30 cm con uno spessore massimo di 3,5 cm,la sua superficie deve essere liscia anche se sono consentiti “fori” per alleggerire l’attrezzo. La palla è molto simile a quella da tennis ma leggermente depressurizzata.

I giocatori devono battere e ribattere la palla sempre al volo al di sopra della rete ed all’interno del campo di gioco (la riga fa’ parte del campo).

La successione del punteggio di un gioco è: 15-30-40-vittoria senza i vantaggi; relativamente all’importanza e/o alla specialità una partita consiste di 7 o 9 giochi con tie-break oppure al meglio di 3 set ai 6 giochi sempre con tie break.

L’incontro è diretto da un arbitro coadiuvato da un guardalinee e un segnapunti. È pratica comune l’auto-arbitraggio ossia ogni squadra arbitra il suo campo anche in tornei di alto livello a esclusione delle finali.

 

I tre perché del beach tennis

Molte sono le ragioni che possono indurvi a prendere in mano una racchetta e a rincorrere una piccola palla gialla per ore. Probabilmente non ci avete pensato in modo particolare, poiché forse non vi importa molto il perché lo facciate ma vi importa il farlo. Chi non fa beach tennis per professione, infatti, dovrebbe farlo per le tre seguenti ragioni:

- perché è divertente;

- perché è un gioco;

- perché è uno sport.

E allora… Buon Divertimento!

Share and Enjoy:
  • Facebook
  • Twitter

No comments yet.

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.